martedì 8 gennaio 2008

Antagnod: un giro di Walser davanti al Monte Rosa

Antagnod-Valle d'Aosta-Provincia di Aosta
Il nome
Oscuro rimane il toponimo Ayas, che alcuni riferiscono al latino "area"o "spazio", altri alla forma tedesca "eye" ovvero "pianoro", ed altri ancora alla radice celtica "as" ovvero "luogo appartato e solitario". Lignod e Antagnod derivano il loro nome dal latino "lignum" ovvero legno, con allusione ai boschi della zona prima del disboscamento. Antagnod, significa "ante lignum" ovvero prima del bosco.
La storia
Nel 1176 si ha la prima testimonianza storica su Ayas; questa è rappresentata da una bolla del Papa Alessandro III che enumera le parrocchie dipendenti dal vescovo di Aosta. Fra il XIII-XVI secolo, come tutta la valle di Challand a monte di Verrès, Ayas è infeudata ai nobili Challant. Nel 1418 Ayas riceve dai suoi signori le prime franchigie, segno di una situazione poco favorevole. Nel 1435 gli Challant concedono il permesso di vendere liberamente i prodotti agricoli e dell'allevamento e l'esenzione dai pedaggi, estesa nel 1443 anche ai pastori "lombardi" che frequentano gli alpeggi di Ayas. Nel corso del secolo XV, appaiono nuovi villaggi, opera in gran parte di coloni di origine tedesca, i Walser, venuti dal Vallese (più o meno la Svizzera di oggi) attraverso il colle di Saint-Théodule. Per tutto il medioevo e fino agli inizi del '600, prima dell'interruzione delle comunicazioni dovuta all'espansione dei ghiacci, alla peste e alla riforma protestante, passa da qui la "via del vino", detta anche Krämertthal, valle dei mercanti, perché vi transitavano le mercanzie da e per la Svizzera. Fra il XVIII-XIX secolo, Ayas conta più di 1700 abitanti ed è la zona di alta montagna più popolata del Ducato di Aosta. A fine '700 il Canton des Allemands ospita circa 380 Walser.
Da vedere
Tanti piccoli villaggi con i caratteristici "rascard"
Circondata dalle cime del Monte Rosa che superano i 4000 m, e lambita da imponenti ghiacciai, l'alta valle d'Ayas ha la forma di un largo anfiteatro aperto verso sud, che va a chiudersi a nord in uno stretto e boscoso vallone, sopra il paese di Champoluc. L'orientamento nord-sud della valle, percorsa dal torrente Evançon, fa sì che Ayas abbia la posizione più soleggiata di tutta la regione. Nella conca di Ayas sono distribuiti ben 35 villaggi, pittoreschi e antichissimi, dalle case addossate le une alle altre e costruite nel tipico stile walser, ossia con la base in muratura e la parte superiore in tronchi che poggia su colonnine a fungo (parte in legno e parte in pietra), mentre il tetto è ricoperto di lastre d'ardesia: i cosiddetti rascard.
A parte Champoluc, che è diventata una notissima stazione sciistica, Saint-Jacques, nel cuore del Canton des Allemands, e Lignod, l'unico vero centro è Antagnod, sede del comune e della parrocchia da quasi mille anni. L'antico nucleo, per il quale è programmato un intervento di recupero (le strutture ricettive e i vicini impianti di risalita ne disperdono un po' il valore storico), gode - come Champoluc - di una vista strepitosa sul Monte Rosa. Oltre che per i numerosi rascard, i tetti con le lastre di pietra, la casa del castellano con la torre scalare, dove risiedeva il rappresentante dei signori di Challant, Antagnod si fa ammirare per la chiesa millenaria, ricostruita una prima volta sul finire del XV secolo e radicalmente trasformata nel XIX. La parrocchiale conserva all'interno un grandioso altare maggiore barocco che da solo vale il viaggio sin qui. Si tratta di una delle più importanti opere d'arte della Valle d'Aosta, realizzata da artisti valsesiani tra il 1708 e il 1713, in legno intagliato, dipinto e dorato. Nella chiesa si conservano altri due altari di legno risalenti al '600, un reliquiario a cassetta in argento del 1471, una croce astile in argento sbalzato della fine del secolo XV e alcune tavole dipinte intorno al 1500. A Magnéaz (1700 m) si trovano alcune case e rascard che portano sugli architravi date che vanno dal 1500 al 1700. La chiesetta attuale consiste in un presbiterio del '400 con un'aggiunta del '700, stessa epoca degli altari scolpiti in legno. Un altro splendido villaggio walser che sorge a 1893 m è Frantse, dove fino al 1960 esisteva la scuola elementare; ora si sta trasformando in centro turistico grazie al vicino comprensorio sciistico del Crest. Qui vi sono alcuni tra i più bei rascard della valle, con date intorno al 1700, sempre accostate al monogramma di Cristo. A Champlan (1620 m), poco sopra la moderna Champoluc (che pure ha un vecchio borgo interessante, ignorato dai turisti) si notano alcuni rascard di epoca compresa tra 1500 e 1700. A Magnéchoulaz e a Pilaz sono più frequenti le costruzioni miste in pietra e legno, con finestre a goccia e date sulle travi che risalgono fino al 1589. Lasciato il grappolo di case di Frachey (1614 m) in 15 minuti si sale a Saint-Jacques (m 1689), piccola "capitale" dei Walser d'Ayas, da cui partono le mulattiere per raggiungere alcuni rifugi. Attorno alla chiesetta e alla rettoria si raccolgono le case del vecchio borgo. Uno dei rascard più belli della valle si trova poco oltre, in località Blanchard.
Piaceri e sapori
Il prodotto del borgo
È la fontina d'alpeggio, prodotta con latte che deriva da bestiame allevato sui pascoli d'alta quota, dove il foraggio ha particolari caratteristiche qualitative.
Il piatto del borgo
La fontina, protagonista della cucina della valle, abbinata a latte, burro e tuorli d'uovo è alla base della fondue.






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